Rosa Perez

Uno spartito si legge come una cartella clinica: ci sono pochissimi dati che lasciano spazio all’interpretazione. Tutto si basa su regole e dinamiche fisse.

Sono nata a Torino il 24 agosto 1976, figlia di professori di Inglese. Mi sono diplomata presso il Liceo Classico Cavour nel 1994 e laureata, con il massimo dei voti, presso l’Università degli Studi di Torino nel 2000.
Dopo la mia laurea, affascinata dallo studio delle Neuroscienze e, desiderosa di intraprendere la carriera chirurgica, ho conseguito a Torino la Specializzazione in Neurochirurgia nel 2005 a pieni voti. Durante il mio percorso di formazione ho avuto la fortuna di affinare le mie conoscenze chirurgiche grazie alla ferma competenza del Prof. Franco Benech con il quale ho avuto, ed ho tutt’ora, l’onore di collaborare professionalmente.
Altre esperienze fondamentali per la mia maturazione sono state possibili grazie ad una Fellowship presso la George Washington University di Washington D.C. e a due stage: uno presso il Prof. Samii ad Hannover e poi ad Helsinki sotto la guida del Prof. Hernesniemi.

Nel 2006 sono stata assunta presso l’Ospedale C.T.O. di Torino, sotto la direzione del Dott. Faccani, continuando in parallelo la collaborazione presso la Clinica Fornaca con il Prof. Benech.
Dal 2009 ho avuto l’opportunità di affiancare il Dott. Carlo Alberto Benech, col quale ho collaborato in particolare nel trattamento della patologia neuro-vascolare e spinale. È stato durante questi anni che insieme abbiamo condiviso esperienze lavorative stimolanti, consolidatesi nel tempo in una collaborazione equilibrata e complementare. Dopo dieci anni di esperienza professionale nella Sanità pubblica ho trovato la mia attuale dimensione lavorativa presso la Clinica Humanitas-Cellini di Torino.

Sono autrice e coautrice di pubblicazioni scientifiche e relazioni congressuali in ambito nazionale e internazionale e mi ritengo fortunata a condividere i miei traguardi con il mio compagno Davide e le mie due figlie Greta e Viola.
Sia sugli ottantotto tasti del pianoforte che in sala operatoria, le mie mani devono essere allenate a seguire una linea di condotta che non prevede sbavature; faccio affidamento su di loro e non possono tradirmi. Tutti i movimenti devono essere perfetti. Sono una persona molto razionale e questo aspetto è di aiuto nel mio lavoro. Non sarei mai diventata Neurochirurgo o Maestro di pianoforte senza la perseveranza e la tenacia che mi contraddistinguono.

La Neurochirurgia e la musica possono sembrare universi lontanissimi ma, se penso alla mia vita, mi rendo conto che non sono altro che due lati della stessa medaglia.